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LUCE ROSSA NEL TRATTAMENTO DELL’INFIAMMAZIONE INTESTINALE

Aprile 19, 2021

Le malattie infiammatorie intestinali sono patologie debilitanti caratterizzate da una severa infiammazione del tratto gastrointestinale.

Colpiscono una pletora di soggetti, ed è causata dal consumo di cibo spazzatura non adatto alla nostra specie, stress, scarsa attività fisica, ritmi circadiani sballati, farmaci, elettrosmog, e tutti i fattori disbiotici.

Queste problematiche sono caratterizzate da una severa infiammazione intestinale che porta a sintomi debilitanti, come dolori addominali, diarrea, e perdita di peso. 

Il trasloco dei microorganismi nel tessuto intestinale porta al reclutamento delle cellule infiammatorie, caratterizzate principalmente dai linfociti T, i macrofagi e i neutrofili. Le cellule T inducono l’azione pro-infiammatoria mediate dall’interferone gamma (IFN-γ).

I macrofagi secernono l’interleuchina-6 (IL-6) e il fattore di necrosi tumorale α (TNF-α), che inibisce l’apoptosi dei linfociti e induce l’attivazione dei macrofagi e il reclutamento e la transmigrazione delle cellule immunitarie, amplificando la risposta infiammatoria.

I neutrofili, una volta infiltrati nei tessuti, rilasciano IL-6, IL-1 β e TNF-α. Questi effetti sostengono l’infiammazione e inibiscono la riparazione dei tessuti. I meccanismi contro-regolatori coinvolgono l’azione dei mediatori endogeni anti-infiammatori, che spesso e volentieri sono però insufficienti a fermare la progressione dei processi infiammatori, portando successivamente ad un danneggiamento cronico dei tessuti.

Il fallimento delle terapie farmacologiche è palese, e porta ad una spesa sanitaria insostenibile: fino a oltre 26 mila dollari nel primo anno successivo alla diagnosi.

Oltre alla dieta e allo stile di vita, la fotobiomodulazione si è rivelata molto efficace per la remissione di queste patologie.

Uno studio recentissimo (Novembre 2020), ha messo in luce l’efficacia della luce rossa nel trattamento dell’infiammazione intestinale.

Lo studio è stato effettuato sui topi ai quali è stata indotta la colite tramite la somministrazione di una bevanda contenente DSS (destrano sodio solfato). Sono bastati trattamenti di 90 secondi per 4 giorni sul lato destro e sinistro della superficie del ventre e accanto alla regione anale esterna. 

Il trattamento con i LED a luce rossa ha diminuito la displasia e l’edema nelle cripte, gli infiltrati infiammatori e le ulcere, attenuato l’apoptosi e incrementato la proliferazione cellulare. 

Inoltre, ha promosso l’induzione di annessina A1 nell’epitelio danneggiato, preservando l’organizzazione della claudina-1 e variato l’array citochinico verso un profilo anti-infiammatorio, promuovendo così una protezione strutturale e modulando la risposta infiammatoria, in modo da favorire la remissione della patologia.

L’integrità epiteliale è mantenuta dall’interazione delle molecole di ancoraggio espresse nelle interfacce cellula-cellula e cellula-membrana, che permette non solo il legame fisico, ma anche i meccanismi di segnalazione intracellulare che controllano il metabolismo cellulare responsabile dell’integrità strutturale.

I topi trattati con la luce rossa hanno preservato l’organizzazione della claudina-1 nella barriera epiteliale, evidenziandone il controllo organizzativo piuttosto che agendo sull’espressione.

La claudina-1 appartiene ad una famiglia di 26 proteine ed è il maggior costituente dei complessi delle tight junctions che regolano la permeabilità dell’epitelio.

Il trattamento a luce rossa ha aumentato l’espressione dell’annessina A1 (AnxA1), una proteina che ha funzionalità strutturale, anti-infiammatoria e pro-risolutiva ed è espressa e secreta dalle cellule epiteliali e infiammatorie, e collegata a meccanismi omeostatici che coinvolgono la chiusura delle ferite e la sotto-regolazione delle risposte infiammatorie.

Questa proteina all’inizio era stata descritta come un inibitore dell’attività della fosfolipasi A2 nelle membrane cellulari, bloccando la produzione dei mediatori lipidici pro-infiammatori.

La terapia LED ha attenuato il processo infiammatorio inibendo l’incremento dei livelli di IL-1 β e IL-6 e accelerato la risoluzione incrementando (paradossalmente in quanto implicato anche nella patogenesi dell’IBD) l’IFN-γ e il TGF-β.

L’IFN-γ, infatti, gioca anche un ruolo nella risoluzione della colite attivando l’espressione dei recettori della citochina anti-infiammatoria IL-10 nell’epitelio intestinale e inducendo la polarizzazione macrofagica verso il fenotipo anti-infiammatorio. Altri studi, ne avevano mostrato l’inibizione della transmigrazione leucocitaria nel tessuto polmonare infiammato e nella limitazione dell’infiammazione dei tessuti colpiti. Quindi, l’incremento della secrezione di IFN-γ promosso dalla fotobiomodulazione, ha un ruolo pro-risolutivo e in uno stadio di colite più avanzato può contribuire agli effetti anti-infiammatori e alla riorganizzazione dei tessuti. 

Il TGF-β è un sotto-regolatore dell’infiammazione della mucosa e promuove la riparazione dell’epitelio.

Le malattie infiammatorie intestinali sono caratterizzate dalla secrezione di numerose proteine da parte di varie cellule, che esercitano un’azione pleiotropica e possono avere effetti benefici o deleteri in fasi diverse della malattia. Per questo, indirizzarsi verso un mediatore specifico può portare a risultati inconcludenti, mentre i dati hanno dimostrato gli effetti benefici a tutto tondo della terapia LED a luce rossa sulla mucosa intestinale danneggiata.

Grazie alla non invasività e al basso costo del trattamento, la terapia LED  luce rossa (ovviamente affiancata da altri interventi sullo stile di vita), con i suoi effetti anti-infiammatori, si è rivelata uno strumento molto promettente per la remissione dell’infiammazione intestinale.

Red light-emitting diode treatment improves tissue recovery in DSS-induced colitis in mice

Marina de Paula-Silva, Milena Fronza Broering, Pablo Scharf, Gustavo Henrique Oliveira da Rocha, Sandra Farsky, Adriana Lino-dos-Santos-Franco

Alessio Angeleri

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